Contrariamente al credo popolare, basato sulla sciocca convinzione che la libertà è un diritto, la libertà è un dovere, nel senso che si ottiene, progressivamente, adempiendo a dei doveri, il più importante dei quali è contribuire alla crescita e allo sviluppo della società in cui viviamo. Più contribuiamo, più libertà ci viene concessa.
Nasciamo tutti liberi, ma da quando veniamo registrati all’anagrafe diventiamo parte di un sistema a cui dobbiamo rendere conto per tutto quello che facciamo durante la nostra vita. Il sistema in questione è quello istituzionale, un sistema creato dagli uomini, secondo la natura dell’uomo, filosoficamente parlando.
La natura dell’uomo va considerata sotto quattro aspetti, che sono quello biologico, quello fisiologico, quello antropomorfo e quello filosofico. Chi più chi meno siamo tutti preparati sui primi tre aspetti, ma sono pochi, anzi pochissimi, quelli preparati sul quarto aspetto, quello filosofico, e questi sono i padroni del mondo, quelli che hanno il potere di decidere per tutto e per tutti sulla Terra, quindi quelli che hanno il potere di decidere chi può vivere liberamente e chi no.
Sono l’1% della popolazione mondiale, quelli che posseggono più del 50% della ricchezza totale della Terra, i massimi conoscitori, individui super preparati sugli aspetti filosofici su cui è basata la vita dell’uomo, una conoscenza ereditata dai creatori del sistema istituzionale su cui sono basati i governi di quasi tutti i paesi del mondo (tutti esclusi Corea del Nord, Iran e Siria)
Il sistema istituzionale, che da ora in poi chiameremo il Sistema, è stato creato dagli uomini per mettere gli uomini in condizione di fare quello che sono naturalmente interessati a fare, che è prosperare.
Prosperare significa migliorare sempre di più la qualità della nostra vita, cioè andare a stare sempre meglio. L’uomo può dire di prosperare quando riesce a ridurre gli sforzi per procurarsi le cose che gli servono per stare bene.
Il Sistema premia, conferendo sempre più libertà e sempre più potere, chi si dà da fare per prosperare, perché questi contribuiscono alla crescita e allo sviluppo socio-economico e al progresso dell’umanità.
I liberi, cioè le persone che godono di un livello di libertà tale da potersi considerare liberi veramente, sono oggi meno del 10% della popolazione mondiale, e questi sono i grandi contributori alla crescita e allo sviluppo socio-economico e al progresso dell’umanità, le persone di successo.
Il successo, diceva Earl Nightingale, autore e mentore americano, è il progressivo realizzarsi degli ideali di valore. Fra i tanti ideali che dobbiamo realizzare per poterci considerare persone di successo, quello più importante è la libertà.
Il livello di contribuzione che diamo alla società e all’economia, è la produttività. Più siamo preparati sull’aspetto natural-filosofico della vita dell’uomo, più produciamo, più apportiamo alla società, più libertà ci viene concesso avere.
Fra i tanti concetti e principi su cui è basato l’aspetto natural-filosofico della vita dell’uomo, i più importanti sono quello che riguarda la prosperità e quello della reciprocità.
Prosperità: l’aspetto che contraddistingue maggiormente la vita dell’uomo da quella degli animali, è l’interesse a prosperare.
Agli animali non interessa prosperare, a loro “interessa” sopravvivere. Gli animali sono mossi dall’istinto di sopravvivenza.
Prosperare significa migliorare sempre di più la qualità della nostra vita, cioè andare a stare sempre meglio. L’uomo può dire di prosperare quando riesce a ridurre gli sforzi per procurarsi le cose che gli servono per stare bene.
Principio di reciprocità: l’uomo, entità sociale interessata a prosperare, deve darsi da fare per procurarsi le cose che gli servono per stare bene e per prosperare, mentre, allo stesso tempo, deve creare le condizioni affinché anche altri possano fare altrettanto.
Chi più bravo è a vivere secondo questi concetti e principi, più produce, più contribuisce alla società e al mondo, più libertà ottiene.