Molto si parla della disuguaglianza della distribuzione della ricchezza, ma senza dire nulla di utile per capire la gravità del problema e, tanto meno, per arrivare a una soluzione. Questo perché la soluzione non c’è, o meglio, c’è ma non è nelle mani della gente ed è qualcosa di molto drammatico.
La situazione è questa: molti di quelli che stavano bene ieri, oggi stanno male, molti di quelli che stavano male ieri, oggi vivono nella miseria, e molti di quelli che sanno bene oggi, staranno male domani. In altre parole, se non sei parte di quelli che con il passare degli anni accumulano sempre più ricchezze e vanno a stare sempre meglio, sei spacciato, e con te, anche i tuoi figli e i figli dei loro figli, se mai dovessero averne.
Questo grafico, tratto dal libro Capitale nel 21° Secolo, un libro che contiene i dati sullo sviluppo economico in tutti i paesi del mondo, illustra l’andamento delle due economie, quella del lavoro (g) e quella del ritorno dagli investimenti. Come si può vedere, dalla fine della seconda guerra mondiale in poi, la prima è calata sempre di più, mentre la seconda è salita sempre di più. Sempre più persone sono finite sulla prima economia, sempre meno persone (in percentuale) sono rimaste o sono riuscite a galopppare sulla seconda. I primi sono i lavoratori, i secondi sono gli investitori.
Ci si arricchisce, si cresce e si prospera investendo, non la vorando.